Sala parto: la normalità è la nascita di una nuova vita, ma nel 50% dei casi in cui si presentano emergenze l’errore umano è all’origine di guai seri e provoca un rischio mortalità, sia del bambino che della madre, troppo elevato. È proprio contro queste percentuali che un progetto tutto italiano, messo a punto da DAJE (Delivery Analgesia Jet Emergency) in collaborazione con la Fondazione Fatebenefratelli, certificato da CEPAS e incentrato sulla formazione delle equipe con l’utilizzo di un simulatore di sala parto comprensivo di mamma e nascituro nonché di tutta la strumentazione caratteristica, lancia una sfida innovativa: formare i formatori e incidere sul fattore di crisi più pericoloso, la inefficace comunicazione fra i componenti dell’equipe medica chiamata a intervenire. Differenze di linguaggio, leadership non definita, scarsa abitudine a lavorare in team talora estemporanei sull’emergenza, in una parola gap di comunicazione. Il progetto, assolutamente innovativo, attraverso un processo di simulazione e di debriefing sulle emergenze, punta a generare e consolidare una comunicazione efficace fra i componenti del team (nella maggioranza dei casi ginecologo, anestesista, ostetrica e neonatologo) per creare quella sincronizzazione e quella comunità di intenti e di cultura dell’emergenza che è in grado di innalzare completamente gli standard di qualità e di successo in sala parto. Il progetto prevede la costruzione della competenza e la sua certificazione per garantire la replicabilità certa dei comportamenti nella gestione delle emergenze. Il primo step del progetto è la certificazione dei formatori e della formazione da parte di CEPAS, I’Istituto internazionale di certificazione delle professionalità del gruppo Bureau Veritas: la simulazione avanzata di equipe, come è stata definita, è avviata dall’Unità Operativa Semplice di Anestesia Ostetrica dell’Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli – Isola Tiberina – guidata dalla dottoressa Maria Grazia Frigo, così come la tecnica innovativa formativa che consente di massimizzare l’apprendimento. Il luogo della formazione è il centro di Simulazione nel quale è possibile riprodurre gli scenari e discutere gli errori che si possono presentare nella pratica clinica quotidiana. Frutto di una serie di progetti formativi avviati nel 2011 con la vittoria nel bando Age.Nas (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali) per la formazione continua basata su simulatori e sfociato nel 2017 in 40 corsi formativi, il piano che si concretizzerà in questi giorni in un corso per formatori ha metodologie e filosofia analoghi a quelli dei corsi di simulazione per l’aeronautica militare e civile: la sala parto come un cockpit all’interno del quale sono una condivisione totale di linguaggio e una capacità assoluta di comunicare consentono di affrontare e risolvere con successo le emergenze. Oggi è stato avviato il primo corso per formatori con certificazione del percorso formativo e certificazione delle competenze dei formatori.