CEPAS parteciperà al Comitato scientifico per la costruzione del modello sistemico targato Federsanità-ANCI. Obiettivo del Comitato, costituito da un gruppo di esperti che metteranno a disposizione le proprie competenze al fine di contribuire alla sperimentazione di nuovi approcci operativi per la gestione del rischio in sanità, è lavorare per favorire in modo uniforme e coerente l’evoluzione del Modello sistemico, messo a punto con la collaborazione di Agenas. Il Comitato è stato costituito per favorire la corretta e coerente evoluzione del Modello sistemico di gestione del rischio di Federsanità-ANCI, anche a seguito della nuova legge 24/2017 che ha reso obbligatoria l’attività di gestione del rischio nelle strutture sanitarie. Sarà composto da 30 specialisti del settore che metteranno a disposizione le proprie competenze al fine di contribuire alla sperimentazione di nuovi approcci operativi per la gestione del rischio in sanità e diffusione di buone pratiche organizzative gestionali per la sicurezza delle cure. “Quello che Federsanità-ANCI, in collaborazione con Agenas, ha messo a punto è un modello dinamico, sostenibile e innovativo – ha detto Anna Paola Santaroni, Direttore Generale San Giovanni Battista Acismom e Presidente del Comitato Scientifico di Federsanità-ANCI – che consente di rendere più sicuri i percorsi organizzativi e gestionali nelle strutture ospedaliere, di diminuire la richieste risarcitorie e i costi ad essa associati e di riportare il cittadino e l’umanizzazione delle cure alla base del SSN. Il Terzo Livello è la vera novità introdotta nella nuova versione del Modello. Esso stabilisce il raggiungimento dell’eccellenza e, a differenza dei primi due livelli, che considerano l’Azienda nella sua interezza, è costituito da una serie di specifiche, ognuna delle quali è dedicata a un particolare tipo di Unità Operativa”. Il Comitato è composto da numerosi risk manager di Aziende sanitarie e rappresentanti di Assobiomedica, Aeronautica Militare, Sihrma, CEPAS, Comlas, Luiss BS, Cittadinanzattiva, AIIC e Ministero della Salute, lavorerà nei prossimi mesi per predisporre uno sviluppo e valorizzazione di quanto già realizzato con il contributo dei 101 presidi ospedalieri finora coinvolti.